martedì 9 agosto 2011
venerdì 29 luglio 2011
venerdì 15 luglio 2011
lunedì 11 luglio 2011
domenica 10 luglio 2011
venerdì 24 giugno 2011
domenica 19 giugno 2011
venerdì 17 giugno 2011
Il razzismo della commissione Cultura del governo!
Anni fa si presentò alle consultazioni politiche proponendo uno slogan agghiacciante: “Cinese? No glazie!”.
Ora l’attitudine alla discriminazione di Paola Goisis è purtroppo istituzionalizzata.
Attualmente capogruppo della Lega Nord in Commissione Cultura, la Goisis, ben spalleggiata dagli amici in camicia verde, ha proposto un emendamento al decreto sviluppo: una maggiorazione di quaranta punti nelle graduatorie agli insegnanti residenti nella provincia di appartenenza!
Vietato, dunque, ai meridionali tentare la via del nord!
Difficile che chi cerca una cattedra possa trovare facilmente spazi al sud.
Mesi fa QUA vi abbiamo raccontato della vicenda che ha quasi dell’incredibile: professori universitari, che hanno accettato di lavorare per buona parte dell’anno accademico percependo un compenso complessivo di un euro lordo.
La disperazione, a Sassari, ha portato anche a questo: ricevere uno stipendio mensile di pochi centesimi pur di inserire nel curriculum la collaborazione professionale con l’ateneo cittadino.
Ora arrivano le porte sbattute in faccia da una scandalosa e razzista capogruppo della Commissione Cultura.
Quando si suol dire: le persone sbagliate al posto sbagliato!
giovedì 16 giugno 2011
l'Italia va a puttana! tutta colpa dell l' immigrato
IN CONTRASTO CON L'UE
Immigrati, le nuove decisioni del governo
Si accentua l'aspetto punitivo e carcerario
Il Centro Italiano per i Rifugiati: "Sembra più un effetto annuncio che non cambia la situazione nella sostanza". ci sono disposizioni in materia dell'Unione Europea che l'Italia avrebbe dovuto recepire entro il 24 dicembre dello scorso anno, ma che non sono mai diventate legge
"Un provvedimento liberticida". Così l'ha definito Marco Paciotti, coordinatore nazionale del Forum Immigrazione del Partito Democratico. Che ha aggiunto: "Maroni ha scelto questa strada per lanciare un messaggio alla base leghista, alla vigilia dell'appuntamento di Pontida. Ormai si muovono così, alla rinfusa, elargendo proclami ad uso interno, in vista dei possibili fischi che domenica probabilmente arriveranno ai vertici del Carroccio dal popolo della Lega. La cosa che inqueta - ha concluso Paciotti - è che il provvedimento prevede inoltre di coinvolgere i giudici di pace, neanche fossero questioni di condominio, nel trattamento delle controversie legate all'immigrazione, sottraendole ai giudici togati".
Il giudizio del Consiglio Italiano Rifugiati. "Mi sembra un effetto-annuncio che non cambia la situazione nella sostanza", ha commentato il direttore del Consiglio Italiano Rifugiati 1 (Cir), Christopher Hein. Per quanto riguarda le espulsioni coattive dei cittadini comunitari che commettono violazioni, dice Hein "ci sono regole comunitarie su questo, e il rimpatrio è previsto solo in caso di reati di una certa gravità con condanna definitiva passata in giudicato. L'espulsione immediata non è nuova di per sé, è già possibile quando ci sono le condizioni di legge. Ma spesso non si può fare perché le persone non hanno il documento di viaggio. Dunque - ha aggiunto Hein - prima occorre che ci sia il riconoscimento dai rispettivi consolati".
Le inadempienze del governo. Il direttore del Cir ha poi fatto alcune considerazioni sulla decisione di prolungare la permanenza nei Cie fino a 18 mesi. "Con il pacchetto sicurezza - ha detto - l'Italia aveva già aumentato questo periodo da due a sei mesi. E dalle statistiche dello stesso Viminale sappiamo che in pochissimi casi chi non può essere espulso in due mesi lo potrà in sei. Ora portarlo a 18 mesi è solo una punizione che non ha nulla a che vedere con una vera politica di rimpatri - ha affermato Hein - non cambia l'effettività dell'allontanamento della persona dal territorio. E' quindi solo un atto punitivo, viste le condizioni in cui versano questi centri". Hein ha anche sottolineato che la direttiva dell'Unione Europea sul ritorno - entrata in vigore dal 1° gennaio 2011 e che l'Italia avrebbe dovuto recepire entro 24 dicembre 2010, ma non è ancora legge nel nostro Paese - in casi estremi già ammette il trattenimento fino a 18 mesi, ma ci deve essere sempre una verifica che il prolungamento della permanenza nei centri dia un'effettiva possibilità di eseguire l'espulsione, non può in ogni caso essere una misura di detenzione o di punizione. Anche la Germania prevede la permanenza fino a 18 mesi, ma sono pochissimi i casi effettivi".
"No, i respingimenti dove c'è guerra, no". Ma il Consiglio Italiano per i Rifugiati si è espresso anche rispetto al rischio che in Italia venga introdotta una politica indiscriminata di respingimenti verso un paese in guerra. "Le prospettive di realizzare un blocco navale dalla Libia per impedire la partenza dei profughi e di riportare i profughi da dove sono partiti, ovvero da un'area in guerra, è semplicemente inaccettabile" - ha aggiunto ancora Christopher Hein - "Si violano le più essenziali leggi internazionali e nazionali che si basano tutte su un unico fondamentale principio: non possono essere respinte persone verso aree in cui la loro vita è messa in pericolo". Il Cir ricorda inoltre che in nessun modo possono essere realizzati respingimenti di massa. Deve sempre essere verificata la condizione individuale delle persone e data la protezione a quanti chiedono asilo. Dobbiamo ricordare che molte delle persone arrivate in questi mesi dalla Libia sono rifugiati che fuggono dalle persecuzioni e dalle violenze dell'Eritrea, Etiopia, Somalia, Costa d'Avorio". Il Cir chiede dunque che non vengano introdotte in alcun modo misure di respingimenti di massa, che vengano rispettate scrupolosamente le norme vigenti e realizzate operazioni efficaci e tempestive di soccorso in mare.
Raduno di Pontida: le dieci minchiate che propongo a Bossi di annunciare
GIOVEDÌ 16 GIUGNO 2011
Tutti a chiedersi: ma che dirà Bossi a Pontida il 19 giugno? Le solite minchiate che ripete ogni anno o dalla sua bocca uscirà qualcosa di sorprendente?
Bene, aiutiamolo a dire qualche minchiata, tanto le cose strabilianti inutile aspettarsele:
1) proponi di rispedire in Libia quei ventimila clandestini padani (il decreto legge te lo permette): se non sono italiani sono clandestini, ovvio; allora mi chiedo: che ci fanno inItalia?
2) proponi di far pagare soltanto due aliquote: una per i transpadani e l'altra per i cispadani. Il resto s'arrangia.
3) proponi di raccogliere le firme per trasferire Ponte Milvio da Roma a Pontida! Alemanno non si offende, tanto Ponte Milvio non dà lavoro.
4) in caso di pioggia, proponi di fare il raduno sotto i ponti. Non vorrei che rimandassi tutto a data da destinare, dopo tanta attesa!
5) proponi una bella colletta per colmare il deficit.
6) proponi di tagliare due ministeri inutili: il tuo e quello di Calderoli (giacché ci sei, proponi anche quello di Rotondi per l'Attuazione del programma - qualche piccolo risparmio lo faremo).
7) proponi di candidare l'attuale premier alle prossime elezioni (vedrai come i ventimila clandestini padani saranno contenti di tornare dalla Libia per farti il "quorum").
8) proponi Castelli come vice-ministro; è una persona così simpatica che la Lega ci guadagnerà sicuramente (giacché ci sei proponi a Brunetta una tessera della Lega, male che va chiederà asilo politico alla Libia insieme ai ventimila clandestini padani).
9) proponi un bel rutto contro i 27 milioni di italiani sfaccendati che domenica e lunedì sono andati a votare, quelli che t'hanno obbedito te ne saranno grati.
10) proponi Maroni come nuovo capo di governo, magari per scherzo, giusto per il gusto di farci vedere la faccia che farà l'attuale inquilino di Palazzo Chigi quando dovrà commentare l'evento in televisione. Per non parlare di quella di Fede quando dovrà dare la notizia e commentarla insieme a Quagliariello. Anche se poi non se ne fa niente, non importa, comunque ti saremmo grati per averci regalato una giornata divertente.
1) proponi di rispedire in Libia quei ventimila clandestini padani (il decreto legge te lo permette): se non sono italiani sono clandestini, ovvio; allora mi chiedo: che ci fanno inItalia?
2) proponi di far pagare soltanto due aliquote: una per i transpadani e l'altra per i cispadani. Il resto s'arrangia.
3) proponi di raccogliere le firme per trasferire Ponte Milvio da Roma a Pontida! Alemanno non si offende, tanto Ponte Milvio non dà lavoro.
4) in caso di pioggia, proponi di fare il raduno sotto i ponti. Non vorrei che rimandassi tutto a data da destinare, dopo tanta attesa!
5) proponi una bella colletta per colmare il deficit.
6) proponi di tagliare due ministeri inutili: il tuo e quello di Calderoli (giacché ci sei, proponi anche quello di Rotondi per l'Attuazione del programma - qualche piccolo risparmio lo faremo).
7) proponi di candidare l'attuale premier alle prossime elezioni (vedrai come i ventimila clandestini padani saranno contenti di tornare dalla Libia per farti il "quorum").
8) proponi Castelli come vice-ministro; è una persona così simpatica che la Lega ci guadagnerà sicuramente (giacché ci sei proponi a Brunetta una tessera della Lega, male che va chiederà asilo politico alla Libia insieme ai ventimila clandestini padani).
9) proponi un bel rutto contro i 27 milioni di italiani sfaccendati che domenica e lunedì sono andati a votare, quelli che t'hanno obbedito te ne saranno grati.
10) proponi Maroni come nuovo capo di governo, magari per scherzo, giusto per il gusto di farci vedere la faccia che farà l'attuale inquilino di Palazzo Chigi quando dovrà commentare l'evento in televisione. Per non parlare di quella di Fede quando dovrà dare la notizia e commentarla insieme a Quagliariello. Anche se poi non se ne fa niente, non importa, comunque ti saremmo grati per averci regalato una giornata divertente.
“L’Italia peggiore”
“L’Italia peggiore” non sono certo i precari, come ringhia l’orrido Brunetta. Ma la banda di ignobili individui che in questi anni hanno occupato buona parte delle pubbliche istituzioni all’ombra del patto di potere Lega-Pdl. Gli “uomini del fare”. Volgari, falsi, incapaci. Senza una reputazione da difendere, pronti a qualsiasi bassezza. Peggiori perfino di coloro che votano le liste bloccate che li candidano. Fedeltà e spudoratezza sono le attitudini per le quali il Capo li ha selezionati. Mai, nemmeno un giorno si sono comportati da esponenti di un’ipotetica classe dirigente, questi individui senza qualità, miracolati da un’epoca in cui la politica era diventata fango. Che dalla gran voglia di cambiamento dei primi anni novanta potesse venir fuori una cricca governativa così squallida, così verminosa, nemmeno la fantasia più perversa avrebbe potuto immaginarlo. A questo punto i danni sono incalcolabili, a cominciare dalla piaga del precariato. Ma nessun inganno è eterno. Dopo un ciclo quasi ventennale è partito il conto alla rovescia. La maggioranza degli italiani, con colpevole ritardo, ora sembra averli smascherati. Forse è arrivato il tempo di vederli affondare sotto il peso dei loro misfatti, di vederli tornare a essere riconosciuti le nullità che sono sempre stati. Dobbiamo cacciarli al più presto, senza riguardi. Ma non dimentichiamoli. Teniamo a mente i nomi e i volti. Non dimentichiamo mai in quale conto hanno tenuto verità, giustizia, democrazia. Molti di loro tenteranno di riciclarsi sotto altre insegne, confidando nella fiacchezza morale e nella facilità di oblio di un paese in cui il 25 aprile sera non si trovava più un fascista. Ancora qualche giorno e non si troverà più un berlusconiano.
mercoledì 1 giugno 2011
Comunicato sanitario n°23/hp bis
E’ universalmente riconosciuto nonchè scientificamente dimostrato che andare al mare il 12 e il 13 giugno porta male, non solo il numero di morti affogati e deglismarrimenti dei minori sale vertiginosamente per poi ridursi praticamente a zero a partire dai giorni successivi ma è documentato anche un aumento esponenziale dei colpiti da scolo, piattoni, aids, sifilide, orchite, deperimento (fino a scomparsa dell’organo sessuale maschile e relativa occlusione degli orifizi sessuali (tutti) femminili), calvizie perniciosa, marcescenza dell’apparato dentale, rilassamento di quello intestinale e ginocchio della lavandaia.
Siamo a conoscenza anche di un elevato numero di tradimenti da parte delle mogli di coloro i quali non se la sentono di votare i referendum perchè credono di esser furbi e scelgono le località balneari proprio in quei giorni. Soprassediamo poi sul numero dei concepimenti extraconiugali causati da tali specifici tradimenti e sulla percentale dei successivi parti gemellari. Sembra che queste tipiche manifestazioni che colpiscono in quei giorni non abbiano valore alcuno qualora la famiglia raggiunga tranquillamente le località di soggiorno dopo aver regolarmente votato sì a tutti e quattro i referendum proposti.
Dati tratti dall’I.N.S.B.R.(Istituto nazionale salute e benessere referendari).
chi non ricorda il suo passato non può programmare nessun futuro
"Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”.
“Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano purchè le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.
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martedì 31 maggio 2011
Voi mi avete eletto e faccio ciò che voglio!
Avere un consenso alle urne, che oramai è datato oltre due anni, non significa disporre di uno stato come se si trattasse di una azienda di famiglia.
La democratica elezione non autorizza a distruggere ciò che ti ha generato: la democrazia.
E questo è un elemento preoccupante: le più aberranti dittature sono nate esattamente in questo modo, in seguito a una consultazione elettorale vinta e allo sconfinamento progressivo del privato nel pubblico.
Ne abbiamo viste tante in questi anni, troppe: siamo partiti dagli editti bulgari, passando via via dalle leggi ad personam che calpestano ogni senso di giustizia per venire incontro a un uomo nei guai fino al collo.
Lo stesso individuo che attraverso uno smisurato potere mediatico e economico, costruito come ben sappiamo, vorrebbe inculcare l’idea che l’organo legislativo è il nemico da combattere e il marcio la vittima da difendere dalle persecuzioni.
Aggiungiamoci anche la ciliegina sulla torta di scandali sessuali dalle proporzioni gigantesche, con tanto di abusi di potere per metterli a tacere sul nascere, e il quadro è completo: corruzione, malcostume, distruzione dei diritti, ribaltamento della realtà a proprio uso e consumo.
In una sola parola: regime.
Un totalitarismo apparentemente fatto di pacche sulle spalle, sorrisi e ammiccamenti.
Apparentemente, però, perché come in tutti i regimi che si “rispettino”, l’uso della violenza per mettere a tacere le voci di dissenso non viene mostrato.
Abbiamo già dato abbastanza e sarebbe ora, finché siamo in tempo, di rispedire al mittente questo anziano ripugnante.
Questa è l’occasione giusta, perché il re è nudo:politicamente sempre più solo, sta strillando come un animale agonizzante.
Sarebbe sufficiente voltargli le spalle e non starlo più a sentire.
Democraticamente.
lunedì 30 maggio 2011
sabato 28 maggio 2011
Il patriota
Il fatto che Borghezio definisca Ratko Mladic un patriota è certamente un modo, neanche troppo sibillino, di dichiarare alla propria base qual'è il senso ed il modo col quale l'europarlamentare coltiva la propria aspirazione federalista, quando non secessionista. Definire Mladic "patriota", senza stigmatizzare la vicenda di un capo militare le cui truppe nella guerra dei Balcani diedero luogo a diversi e smisurati massacri di civili, stuprarono sistematicamente migliaia e migliaia di donne musulmane, istituirono campi di concentramento e la cui campagna culminò nel massacro di Srebrenica al fianco delle "Tigri di Arkan" in cui si sterminarono migliaia di bosniaci musulmani, la dice lunga sulla concezione che del patriottismo ha l'esponente leghista.
Non nuovo a provocazioni talmente assurde da suscitare più disinteresse che biasimo, stavolta Mario Borhezio lascia sconcertati quando afferma, a corollario dell'opinione personale sul "boia di Srebrenica", che i serbi avrebbero potuto fermare l'avanzata islamica in Europa se li avessero lasciati fare. In che modo è un dettaglio evidentemente accettabile per Borghezio. Sarebbe bene che i vertici della Lega prendessero le distanze da chi concepisce la pulizia etnica come soluzione dei problemi.
giovedì 26 maggio 2011
“Restiamo Umani”
Lui ci credeva, viveva nella Striscia, per raccontare, per condividere, in un filmato su you tube Vittorio Arrigoni dice: “io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere, credo che apparteniamo tutti alla stessa famiglia che è la famiglia umana (…)”
“Restiamo Umani” con questa frase si concludevano i pezzi sul blog di Vittorio Arrigoni, 36 anni, giornalista del Manifesto, blogger pacifista, rapito ieri nella striscia di Gaza da un commando salafita.
Un video su you tube lo mostrava al mondo con il volto tumefatto, gli occhi bendati, le mani legate dietro alla schiena, le scritte in arabo in sovraimpressione annunciavano l’esecuzione oggi pomeriggio se Hamas non avesse liberato i "confratelli arrestati" negli ultimi mesi nella Striscia. Il gruppo dei rapitori, la "Brigata Mohammed Bin Moslama", coinvolto in tentativi di sollevazione anti Hamas, accusava Arrigoni di diffondere "i vizi occidentali" fra i palestinesi e l'Italia di combattere contro i Paesi musulmani.
Arrigoni, era “un amico del popolo palestinese”, viveva nella Striscia di Gaza da tre anni. Militante dell'International Solidarity Movement, che comprende volontari di tutto il mondo che partecipano ad atti di protesta non violenta contro l'occupazione israeliana, conosciuto e ben voluto, ma questo non gli ha salvato la vita.
Nato a Besana in Brianza, cresciuto a Bulciago con la sorella, e i genitori, la madre Egidia Beretta è il sindaco del paese. “Sono rimasta molto sorpresa, oltre che addolorata che sia successa una cosa del genere per l’attività che lui faceva lì: Vittorio non si metteva mai in situazioni di pericolo”, ha dichiarato la madre.
Arrigoni era un pacifista, uno capace di giungere al limite delle zone di guerra, sul suo blog "Guerrilla Radio" (una canzone dei Rage Against The Machine) c’è scritto: “Guerriglia alla prigionia dell'Informazione. Contro la corruzione dell'industria mediatica, il bigottismo dei ceti medi, l'imperdonabile assopimento della coscienza civile…” Idealista, utopista come lui stesso si firmava? Nei filmati che girano su internet, sul suo blog, mai un dubbio, i buoni solo da una parte, i cattivi dall'altra.
Lui ci credeva, viveva nella Striscia, per raccontare, per condividere, in un filmato su you tube Vittorio Arrigoni dice: “io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere, credo che apparteniamo tutti alla stessa famiglia che è la famiglia umana (…)”
Ma in questa “famiglia umana” ci sono persone capaci di uccidere uno che ha rischiato la vita per condividerla con loro, che trovano passibile di pena di morte l’essere occidentali, vivere secondo “i vizi occidentali”.
“Restiamo Umani” ricordava ogni volta Arrigoni, ma cosa ci permette di rimanere umani? Qui sta il punto.
Cosa educa all’umanità, al perdono, alla condivisione, alla fratellanza?
Davanti alla morte di questo uomo non ci sarà pace, basta guardare i blog, basta guardare i commenti su FB e si capisce subito che, facciamo tutti parte della “famiglia umana”, ma ognuno tira la tovaglia per avere più ragione di altri.
La commozione, il cordoglio per questa morte non ci facciano desistere dalla necessità di fare una riflessione sul perché ci sono persone capaci di uccidere un amico, uno che divide il pane alla tua tavola, occidentale, italiano, giornalista, ma prima di tutto amico.
Un video su you tube lo mostrava al mondo con il volto tumefatto, gli occhi bendati, le mani legate dietro alla schiena, le scritte in arabo in sovraimpressione annunciavano l’esecuzione oggi pomeriggio se Hamas non avesse liberato i "confratelli arrestati" negli ultimi mesi nella Striscia. Il gruppo dei rapitori, la "Brigata Mohammed Bin Moslama", coinvolto in tentativi di sollevazione anti Hamas, accusava Arrigoni di diffondere "i vizi occidentali" fra i palestinesi e l'Italia di combattere contro i Paesi musulmani.
Arrigoni, era “un amico del popolo palestinese”, viveva nella Striscia di Gaza da tre anni. Militante dell'International Solidarity Movement, che comprende volontari di tutto il mondo che partecipano ad atti di protesta non violenta contro l'occupazione israeliana, conosciuto e ben voluto, ma questo non gli ha salvato la vita.
Nato a Besana in Brianza, cresciuto a Bulciago con la sorella, e i genitori, la madre Egidia Beretta è il sindaco del paese. “Sono rimasta molto sorpresa, oltre che addolorata che sia successa una cosa del genere per l’attività che lui faceva lì: Vittorio non si metteva mai in situazioni di pericolo”, ha dichiarato la madre.
Arrigoni era un pacifista, uno capace di giungere al limite delle zone di guerra, sul suo blog "Guerrilla Radio" (una canzone dei Rage Against The Machine) c’è scritto: “Guerriglia alla prigionia dell'Informazione. Contro la corruzione dell'industria mediatica, il bigottismo dei ceti medi, l'imperdonabile assopimento della coscienza civile…” Idealista, utopista come lui stesso si firmava? Nei filmati che girano su internet, sul suo blog, mai un dubbio, i buoni solo da una parte, i cattivi dall'altra.
Lui ci credeva, viveva nella Striscia, per raccontare, per condividere, in un filmato su you tube Vittorio Arrigoni dice: “io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere, credo che apparteniamo tutti alla stessa famiglia che è la famiglia umana (…)”
Ma in questa “famiglia umana” ci sono persone capaci di uccidere uno che ha rischiato la vita per condividerla con loro, che trovano passibile di pena di morte l’essere occidentali, vivere secondo “i vizi occidentali”.
“Restiamo Umani” ricordava ogni volta Arrigoni, ma cosa ci permette di rimanere umani? Qui sta il punto.
Cosa educa all’umanità, al perdono, alla condivisione, alla fratellanza?
Davanti alla morte di questo uomo non ci sarà pace, basta guardare i blog, basta guardare i commenti su FB e si capisce subito che, facciamo tutti parte della “famiglia umana”, ma ognuno tira la tovaglia per avere più ragione di altri.
La commozione, il cordoglio per questa morte non ci facciano desistere dalla necessità di fare una riflessione sul perché ci sono persone capaci di uccidere un amico, uno che divide il pane alla tua tavola, occidentale, italiano, giornalista, ma prima di tutto amico.
venerdì 20 maggio 2011
Che sorpresa ci sta preparando Berlusconi?
Sono ben due giorni che Silvio Berlusconi tace. Non è la prima volta che, dopo una scoppola elettorale, il Cavaliere si rifugia nel silenzio. C’è poco da illudersi, chi pensa che stia meditando la ritirata e magari la fuga ad Hammamet si sbaglia di grosso. Berlusconi ha tantissimi difetti ma tra di essi non c’è quello di tirarsi indietro. Il premier è un combattente (qualcuno lo paragonò al capitone: quando sembra di averlo ucciso, eccolo che è ancora lì, a sgusciare). A quanto pare sta preparando un’offensiva mediatica in grande stile, registrando interviste che saranno trasmesse da TG1, TG2, TG5, Studio Aperto e da due emittenti lombarde. Secondo Calderoli, inoltre, il duo B-B la prossima settimana dovrebbe calare l’asso, una sorpresa in grado di sconvolgere l’esito delle elezioni milanesi. Conoscendolo, purtroppo, c’è da temere una mossa tipo quella dell’ICI, che lo riportò a rimontare quasi tutto lo svantaggio nel 2006. Ma che gli italiani pagarono a caro prezzo, con la distruzione della scuola e della sanità. Sono mosse disperate da parte di gente che sta per uscire di scena (perché gli italiani sono stufi, anche delle cialtronerie della Lega, che ha smesso di crescere ed è sotto il 10% a Milano) e quindi non ha più nulla da perdere. Oltre alla sovraesposizione mediatica, aspettiamoci una Milano free tax zone (se n’era parlato in passato), o l’assegnazione al capoluogo lombardo di qualche ministero chiave (la famosa “Milano capitale” di tanti comizi di Bossi). Ci si potrebbe spingere fino a immaginare il solito finto attentato a qualche “personalità” del centrodestra, magari a opera di un immigrato musulmano o di un pischello dei centri sociali, così da far ricadere facilmente la colpa sul pericoloso estremista sovversivo comunista Pisapia. Certo, non possono comprare i voti dei milanesi “responsabili” uno per uno, come hanno fatto con i parlamentari, ma mai sottovalutare il Silvio ferito…
giovedì 19 maggio 2011
Referendum del 12 e 13 Giugno, andiamo a votare!
Mi piacerebbe che fosse un gioco, invece è una cosa maledettamente seria. Il referendum del 12 e 13 Giugno è fondamentale per noi, e per il nostro futuro. Indipendentemente da come la pensiamo, andiamo avotare! Lo scrivo oggi e lo rifarò ancora da qui alla data della consultazione referendaria. Premessa fondamentale, il mio è un discorso totalmente apolitico, è un discorso da cittadino, quindi non leggeteci quello che non c'è. Non faccio grossa differenza tra centro, destra e sinistra in rigoroso ordine alfabetico.
Perchè andare a votare
1 - Perchè voglio decidere io del mio futuro
2- Perchè hanno isolato la data dei referendum sperando nel popolo pecorone che non va a votare, io pecora non mi ci sento e vado a votare.
3- Perchè spostando la data ci hanno fatto spendere altri milioni di Euro senza nessuna necessità e quando andrò a pagare le tasse penserò anche a questo.
4- Perchè su uno dei quattro quesiti referendari mi sono già espresso vent'anni fa e non capisco perchè lo debbo rifare
5- Perchè l'informazione di stato ha fatto calare il silenzio su questi referendum, allora io urlo per farmi sentire da tutti
Su cosa si vota al Referendum del 12 e 13 Giugno. I quesiti sono quattro.
1- Nucleare. Bisogna decidere se vogliamo o meno sul suolo italiano le centrali nucleari e le scorie tossiche. Se le vogliamo votiamo NO, se non vogliamo che in Italia si facciano centrali nucleari e centri di stoccaggio delle scorie allora votiamo SI e costringiamo lo stato a perseguire la via delle energie rinnovabili.
2- Acqua, se vogliamo che l'acqua rimanga un bene pubblico alla portata di tutti allora votiamo SI, se vogliamo che l'acqua come altre cose passi in mano ai privati che possano decidere come utilizzarla e venderla alloravotiamo NO.
3- Legittimo impedimento, se vogliamo che un politico, un privilegiato possa sottrarsi al giudizio dei tribunali allora votiamo NO, se vogliamo che la legge sia uguale per tutti a prescindere dal lavoro che svolgiamo e dal nostro reddito allora votiamo SI.
Io mi sono ispirato alla collega Marianna De Palma che ha ben spiegato le ragioni di questo impegno civile. Per quanto skillgames sia un blog dedicato al poker ed ai giochi di abilità in genere voglio, in questo periodo, usarlo per dare voce a chi vuole dire la sua sui referendum. Sono qui a vostra disposizione contattatemi e io vi darò lo spazio necessario per esprimervi. Andiamo a Votare! Buon Gioco a tutti.
ave italia ,il governo te salutant
Minzolini ha fatto calare gli ascolti del TG1 in modo vertiginoso.
Ferrara perde ascoltatori ogni settimana in una fascia che solitamente garantisce la sopravvivenza.
Paragone non riesce a fare ascolti degni di Porta a Porta, che già di suo sta andando maluccio e campa sui vari cadaveri che affollano la televisione.
Sgarbi, con il suo programma costato un milione e mezzo di euro a puntata, ha fatto degli ascolti da trasmissione culturale delle 2 di notte.
Il nocciolo della questione non è che nella televisione pubblica non c'è informazione di destra, il problema è che alla gente di destra dell'informazione non frega nulla e scappa dai programmi che, teoricamente, dovrebbero coinvolgerli.
Quando un programma informativo di destra farà gli stessi ascolti di Ballarò o di Annozero, allora certe polemiche idiote avranno senso.
venerdì 13 maggio 2011
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