martedì 31 maggio 2011

Voi mi avete eletto e faccio ciò che voglio!


Avere un consenso alle urne, che oramai è datato oltre due anni, non significa disporre di uno stato come se si trattasse di una azienda di famiglia.
La democratica elezione non autorizza a distruggere ciò che ti ha generato: la democrazia.
E questo è un elemento preoccupante: le più aberranti dittature sono nate esattamente in questo modo, in seguito a una consultazione elettorale vinta e allo sconfinamento progressivo del privato nel pubblico.
Ne abbiamo viste tante in questi anni, troppe: siamo partiti dagli editti bulgari, passando via via dalle leggi ad personam che calpestano ogni senso di giustizia per venire incontro a un uomo nei guai fino al collo.

Lo stesso individuo che attraverso uno smisurato potere mediatico e economico, costruito come ben sappiamo, vorrebbe inculcare l’idea che l’organo legislativo è il nemico da combattere e il marcio la vittima da difendere dalle persecuzioni.
Aggiungiamoci anche la ciliegina sulla torta di scandali sessuali dalle proporzioni gigantesche, con tanto di abusi di potere per metterli a tacere sul nascere, e il quadro è completo: corruzione, malcostume, distruzione dei diritti, ribaltamento della realtà a proprio uso e consumo.
In una sola parola: regime.
Un totalitarismo apparentemente fatto di pacche sulle spalle, sorrisi e ammiccamenti.
Apparentemente, però, perché come in tutti i regimi che si “rispettino”, l’uso della violenza per mettere a tacere le voci di dissenso non viene mostrato.
Abbiamo già dato abbastanza e sarebbe ora, finché siamo in tempo, di rispedire al mittente questo anziano ripugnante.
Questa è l’occasione giusta, perché il re è nudo:politicamente sempre più solo, sta strillando come un animale agonizzante.
Sarebbe sufficiente voltargli le spalle e non starlo più a sentire.
Democraticamente.

ti piacerebbe


Berlusconi: «Ora i milanesi preghino Dio
a Napoli si pentiranno tutti moltissimo»


La caduta

Non è riuscito a salvare gli italiani dal comunismo e dai giudici. Anzi, a Milano è riuscito a far eleggere un uomo di Sinistra e Libertà mentre a Napoli ha fatto vincere un magistrato. Un chiaro segnale che è giunto il momento di andare a casa.

sabato 28 maggio 2011

Il patriota


Il fatto che Borghezio definisca Ratko Mladic un patriota è certamente un modo, neanche troppo sibillino, di dichiarare alla propria base qual'è il senso ed il modo col quale l'europarlamentare coltiva la propria aspirazione federalista, quando non secessionista. Definire Mladic "patriota", senza stigmatizzare la vicenda di un capo militare le cui truppe nella guerra dei Balcani diedero luogo a diversi e smisurati massacri di civili, stuprarono sistematicamente migliaia e migliaia di donne musulmane, istituirono campi di concentramento e la cui campagna  culminò nel massacro di Srebrenica al fianco delle "Tigri di Arkan" in cui si sterminarono migliaia di bosniaci musulmani, la dice lunga sulla concezione che del patriottismo ha l'esponente leghista. 
Non nuovo a provocazioni talmente assurde da suscitare più disinteresse che biasimo, stavolta Mario Borhezio lascia sconcertati quando afferma, a corollario dell'opinione personale sul "boia di Srebrenica", che i serbi avrebbero potuto fermare l'avanzata islamica in Europa se li avessero lasciati fare. In che modo è un dettaglio evidentemente accettabile per Borghezio. Sarebbe bene che i vertici della Lega prendessero le distanze da chi concepisce la pulizia etnica come soluzione dei problemi. 


giovedì 26 maggio 2011

“Restiamo Umani”

Lui ci credeva, viveva nella Striscia, per raccontare, per condividere, in un filmato su you tube Vittorio Arrigoni dice: “io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere, credo che apparteniamo tutti alla stessa famiglia che è la famiglia umana (…)”
“Restiamo Umani” con questa frase si concludevano i pezzi sul blog di Vittorio Arrigoni, 36 anni, giornalista del Manifesto, blogger pacifista, rapito ieri nella striscia di Gaza da un commando salafita.

Un video su you tube lo mostrava al mondo con il volto tumefatto, gli occhi bendati, le mani legate dietro alla schiena, le scritte in arabo in sovraimpressione annunciavano l’esecuzione oggi pomeriggio se Hamas non avesse liberato i "confratelli arrestati" negli ultimi mesi nella Striscia. Il gruppo dei rapitori, la "Brigata Mohammed Bin Moslama", coinvolto in tentativi di sollevazione anti Hamas, accusava Arrigoni di diffondere "i vizi occidentali" fra i palestinesi e l'Italia di combattere contro i Paesi musulmani.

Arrigoni, era “un amico del popolo palestinese”, viveva nella Striscia di Gaza da tre anni. Militante dell'International Solidarity Movement, che comprende volontari di tutto il mondo che partecipano ad atti di protesta non violenta contro l'occupazione israeliana, conosciuto e ben voluto, ma questo non gli ha salvato la vita.

Nato a Besana in Brianza, cresciuto a Bulciago con la sorella, e i genitori, la madre Egidia Beretta è il sindaco del paese. “Sono rimasta molto sorpresa, oltre che addolorata che sia successa una cosa del genere per l’attività che lui faceva lì: Vittorio non si metteva mai in situazioni di pericolo”, ha dichiarato la madre.

Arrigoni era un pacifista, uno capace di giungere al limite delle zone di guerra, sul suo blog "Guerrilla Radio" (una canzone dei Rage Against The Machine) c’è scritto: “Guerriglia alla prigionia dell'Informazione. Contro la corruzione dell'industria mediatica, il bigottismo dei ceti medi, l'imperdonabile assopimento della coscienza civile…” Idealista, utopista come lui stesso si firmava? Nei filmati che girano su internet, sul suo blog, mai un dubbio, i buoni solo da una parte, i cattivi dall'altra.

Lui ci credeva, viveva nella Striscia, per raccontare, per condividere, in un filmato su you tube Vittorio Arrigoni dice: “io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere, credo che apparteniamo tutti alla stessa famiglia che è la famiglia umana (…)”
Ma in questa “famiglia umana” ci sono persone capaci di uccidere uno che ha rischiato la vita per condividerla con loro, che trovano passibile di pena di morte l’essere occidentali, vivere secondo “i vizi occidentali”.

“Restiamo Umani” ricordava ogni volta Arrigoni, ma cosa ci permette di rimanere umani? Qui sta il punto.
Cosa educa all’umanità, al perdono, alla condivisione, alla fratellanza?

Davanti alla morte di questo uomo non ci sarà pace, basta guardare i blog, basta guardare i commenti su FB e si capisce subito che, facciamo tutti parte della “famiglia umana”, ma ognuno tira la tovaglia per avere più ragione di altri.

La commozione, il cordoglio per questa morte non ci facciano desistere dalla necessità di fare una riflessione sul perché ci sono persone capaci di uccidere un amico, uno che divide il pane alla tua tavola, occidentale, italiano, giornalista, ma prima di tutto amico.

venerdì 20 maggio 2011

Che sorpresa ci sta preparando Berlusconi?


Sono ben due giorni che Silvio Berlusconi tace. Non è la prima volta che, dopo una scoppola elettorale, il Cavaliere si rifugia nel silenzio. C’è poco da illudersi, chi pensa che stia meditando la ritirata e magari la fuga ad Hammamet si sbaglia di grosso. Berlusconi ha tantissimi difetti ma tra di essi non c’è quello di tirarsi indietro. Il premier è un combattente (qualcuno lo paragonò al capitone: quando sembra di averlo ucciso, eccolo che è ancora lì, a sgusciare). A quanto pare sta preparando un’offensiva mediatica in grande stile, registrando interviste che saranno trasmesse da TG1, TG2, TG5, Studio Aperto e da due emittenti lombarde. Secondo Calderoli, inoltre, il duo B-B la prossima settimana dovrebbe calare l’asso, una sorpresa in grado di sconvolgere l’esito delle elezioni milanesi. Conoscendolo, purtroppo, c’è da temere una mossa tipo quella dell’ICI, che lo riportò a rimontare quasi tutto lo svantaggio nel 2006. Ma che gli italiani pagarono a caro prezzo, con la distruzione della scuola e della sanità. Sono mosse disperate da parte di gente che sta per uscire di scena (perché gli italiani sono stufi, anche delle cialtronerie della Lega, che ha smesso di crescere ed è sotto il 10% a Milano) e quindi non ha più nulla da perdere. Oltre alla sovraesposizione mediatica, aspettiamoci una Milano free tax zone (se n’era parlato in passato), o l’assegnazione al capoluogo lombardo di qualche ministero chiave (la famosa “Milano capitale” di tanti comizi di Bossi). Ci si potrebbe spingere fino a immaginare il solito finto attentato a qualche “personalità” del centrodestra, magari a opera di un immigrato musulmano o di un pischello dei centri sociali, così da far ricadere facilmente la colpa sul pericoloso estremista sovversivo comunista Pisapia. Certo, non possono comprare i voti dei milanesi “responsabili” uno per uno, come hanno fatto con i parlamentari, ma mai sottovalutare il Silvio ferito…

giovedì 19 maggio 2011

Referendum del 12 e 13 Giugno, andiamo a votare!


Mi piacerebbe che fosse un gioco, invece è una cosa maledettamente seria. Il referendum del 12 e 13 Giugno è fondamentale per noi, e per il nostro futuro. Indipendentemente da come la pensiamo, andiamo avotare! Lo scrivo oggi e lo rifarò ancora da qui alla data della consultazione referendaria. Premessa fondamentale, il mio è un discorso totalmente apolitico, è un discorso da cittadino, quindi non leggeteci quello che non c'è. Non faccio grossa differenza tra centro, destra e sinistra in rigoroso ordine alfabetico.
Perchè andare a votare
1 - Perchè voglio decidere io del mio futuro
2- Perchè hanno isolato la data dei referendum sperando nel popolo pecorone che non va a votare, io pecora non mi ci sento e vado a votare.
3- Perchè spostando la data ci hanno fatto spendere altri milioni di Euro senza nessuna necessità e quando andrò a pagare le tasse penserò anche a questo.
4- Perchè su uno dei quattro quesiti referendari mi sono già espresso vent'anni fa e non capisco perchè lo debbo rifare
5- Perchè l'informazione di stato ha fatto calare il silenzio su questi referendum, allora io urlo per farmi sentire da tutti
Su cosa si vota al Referendum del 12 e 13 Giugno. I quesiti sono quattro.
1- Nucleare. Bisogna decidere se vogliamo o meno sul suolo italiano le centrali nucleari e le scorie tossiche. Se le vogliamo votiamo NO, se non vogliamo che in Italia si facciano centrali nucleari e centri di stoccaggio delle scorie allora votiamo SI e costringiamo lo stato a perseguire la via delle energie rinnovabili.
2- Acqua, se vogliamo che l'acqua rimanga un bene pubblico alla portata di tutti allora votiamo SI, se vogliamo che l'acqua come altre cose passi in mano ai privati che possano decidere come utilizzarla e venderla alloravotiamo NO.
3- Legittimo impedimento, se vogliamo che un politico, un privilegiato possa sottrarsi al giudizio dei tribunali allora votiamo NO, se vogliamo che la legge sia uguale per tutti a prescindere dal lavoro che svolgiamo e dal nostro reddito allora votiamo SI.
Io mi sono ispirato alla collega Marianna De Palma che ha ben spiegato le ragioni di questo impegno civile. Per quanto skillgames sia un blog dedicato al poker ed ai giochi di abilità in genere voglio, in questo periodo, usarlo per dare voce a chi vuole dire la sua sui referendum. Sono qui a vostra disposizione contattatemi e io vi darò lo spazio necessario per esprimervi. Andiamo a Votare! Buon Gioco a tutti.

ave italia ,il governo te salutant



Minzolini ha fatto calare gli ascolti del TG1 in modo vertiginoso.
Ferrara perde ascoltatori ogni settimana in una fascia che solitamente garantisce la sopravvivenza.
Paragone non riesce a fare ascolti degni di Porta a Porta, che già di suo sta andando maluccio e campa sui vari cadaveri che affollano la televisione.
Sgarbi, con il suo programma costato un milione e mezzo di euro a puntata, ha fatto degli ascolti da trasmissione culturale delle 2 di notte.
Il nocciolo della questione non è che nella televisione pubblica non c'è informazione di destra, il problema è che alla gente di destra dell'informazione non frega nulla e scappa dai programmi che, teoricamente, dovrebbero coinvolgerli.
Quando un programma informativo di destra farà gli stessi ascolti di Ballarò o di Annozero, allora certe polemiche idiote avranno senso.